Archivio

Archivio Dicembre 2005

28/12/05 – Milano – KM 0,2 (-2 giorni)

28 Dicembre 2005 3 commenti


Solita sveglia, solita fatica.
Mentre do? una occhiata al corriere buttando giù il caffè vedo passare mio padre in pigiama che attraversa la cucina con una sigaretta in bocca.
Qualcosa non va nel vedermelo lì in tenuta casalinga, ma non riesco a capire cosa.
Altro sorso di caffè e leggo che cassano, per fortuna, andrà al real madrid anziché vestire di nerazzurro.
?
Ecco cosa c?è che non va: stamattina c?era da portare la macchina in officina per il bollino blu 2006.
A gesti gli chiedo cosa ci fa ancora in casa, visto che senza bollino non posso partire.
?portala tu che con la neve sei più bravo?
Non me ne ero accorto. Fuori nevica di brutto.
Annuisco. Farò tardi al lavoro, ma non è una novità.
Esco e il freddo sferza. Ascolto il live degli almamegretta mentre mi avvio al box.
L?officina è a pochi metri dal nostro box, solo che, per un giro di sensi unici, bisogna girare intorno all?isolato.
Tiro fuori la macchina, non ho voglia di fare tutto il giro e così mi infilo nella via in questione in contromano. Si tratta solo di pochi metri: è tutto bianco e non c?è anima viva.
Spiego al giovane in tuta ?varta? perché sono lì con il minor numero di parole possibili.
Lui sorride, annuisce e mi dice ?lasciamela accesa …e il libretto, per favore?.
La lascio accesa. Un fumo pazzesco. Lui gurada il fumo poi guarda me.
?è fredda?, mi giustifico
Infila la sonda nel tubo di scarico, su uno schermo guarda non so quali parametri, poi mi dice:
?tutto a posto, questo è il libretto, questo è il bollino, 12 euro e grazie?.
Rimetto la macchina in box e salgo su un tram.
Nevica di brutto. Così appena arrivo in ufficio accendo il pc e vado su meteo.it. Giovedì e venerdì sole al centro nord. Guardo anche le previsioni di katamail meteo. Stesso responso.

Inzio a scrivermi con Luisa. Lei mi manda un testo bellissimo. Sembra una poesia. Le chiedo di chi è e nella mail successiva mi dice ?sono i 27gioda! Non li hai riconosciuti??
Grandi i 27gioda. Per chi non li conoscesse consiglio di fare un giro sul loro sito e di ascoltarsi gli mp3 che mettono liberamente a disposizione.
Ascolto ?vestita? e poi ?sole?.

Continuo a ripassare mentalmente quello che devo fare:
-controllo delle gomme e dell?azoto al loro interno
-guanti tucano
-pila
-svizzero
-moleskine e penne come se piovessero
-casse e lettore portatile
?

per il momento guardo i fiocchi di neve fuori che vanno nelle direzioni più assurde.
Aspetto il momento di girare la chiave in senso orario-

Riferimenti: 27gioda

Categorie:Senza categoria Tag: ,

27/12/05 – Milano – KM 0 (-3 giorni)

27 Dicembre 2005 Commenti chiusi


(km 0 o quasi: qualche centinaio di metri percorsi con l’ATM)

Oggi mi è pesato venire qui. Mi è pesato molto.
Questi tre giorni di ufficio -cazzo- non ci volevano.
Se non altro l?ufficio è mezzo vuoto e si può stare rintanati a fare i fatti propri. Ho già in testa e nelle orecchie il rombo sordo e costante
della toyota. Si tratta solo di aspettare. O meglio di saper aspettare.
Domattina la devo portare a fare il controllo dei gas di scarico avendo in
cambio il bollino blu per il nuovo anno. Devo ricordarmi di mettere tra i bagagli i guanti neri della tucano: se mi dovessi fermare a montare le catene, già a bordo, è meglio infilarli. Le mani gelate non hanno nessuna sensibilità e di conseguenza nessuna precisione.
Per il momento nulla di più.

qui sotto,
la meta.

Categorie:Senza categoria Tag: ,

era da tanto tempo che…

22 Dicembre 2005 Commenti chiusi


era da tanto tempo che non mi capitava di guardare l’inter e di divertirmi.
ho fatto annate in cui guardavo le partite, come un padre guarda il proprio figlio in difficoltà. non può fare a meno di guardare, ma dentro di se sa che la prestazione è scarsa e che il figlio è intelligente ma non si applica.
sofferenze, delusioni, pareggi e sfiga.

adesso tutto sembra girare, anche se qualcuno insinua che lo stop natalizio può interrompere questa serie positiva.
io preferisco pensare che stiamo parlando di giocatori professionisti, che sanno come comportarsi per non perdere la forma.

veron e cambiasso sono diventati due cardini fondamentali al centro del campo, figo ha smesso di fare 40 dribbling prima di crossare, facendo perdere il tempo agli attaccanti in area in attesa del traversone, ed è diventato più pungente ed essenziale.
anche la difesa è più attenta, spesso raddoppia la marcatura e sa riorganizzarsi in breve tempo.
julio cesar mi sembra sempre attento: qualche volta si avventura in dribbling rischiosissmi al limite dell’area, ma se non altro si assume la responsabilità di uscire dai pali (cosa che manca a toldo e credo sia il suo unico e più grande difetto).
persino solari, ieri sera, è stato guardabile.

insomma 8 punti di differenza a dimostrare che ci siamo. che comunque ci stiamo provando. ma l’interista di solito è cauto: difficile pensare che i momenti brutti siano definitivamente alle spalle.

in ogni caso
“farò quel che potrò per la mia inter!”

Categorie:Senza categoria Tag: ,

katia

22 Dicembre 2005 Commenti chiusi


Dopo genietti zen del computer, partenopei instancabili, musicisti inimitabili, fans delle spianate pecorino e salsiccia, finalmente una bella ragazza: unica, adorabile, forte.

In una parola: Katia.

Era un luglio caldissimo. Veramente afoso. Sudavo per ogni piccolo spostamento, sudavo dentro al casco fila rosso, in cima al mio indimenticato vespone px nero.
Ma non c?èra niente da fare, quel luglio 98 era una rinascita. Solo un mese prima avevo avuto la sensazione di sprofondare, ma poco dopo ho iniziato a camminare sospeso.

Conosco Katia come compagna di un mio amico, un grande amico. Non mi ricordo esattamente quando ci siamo conosciuti, ma sicuramente in quel periodo. Forse alla festa di rifondazione, forse all?arco della pace che all?epoca era un punto di ritrovo per il cazzeggio estivo.
Katia entra nelle mie frequentazioni ogni volta che vedo il mio amico e all?inizio è una presenza silenziosa, sorridente e costante. Ho sempre apprezzato le persone silenziose, quando insieme al silenzio ci sono due occhi scuri e intelligenti che non si perdono le cose?.semplicemente non intervengono.

Gli anni sono passati e ne sono passati tanti. Quando si usciva a quattro io mi sentivo a casa. Ci siamo fatti week end tutti insieme, uscite, concerti, serate e lei piano piano era sempre più a suo agio.
Poi tra lei e il mio amico è finita e io ho avuto molta paura di non vederla più, che per forza di cose la nostra frequentazione finisse.

Invece Katia c?è. È rimasta.
Sento il bisogno di scrivere di lei, perché senza di lei la mia crew non è completa. Ci sono persone con le quali sentirsi a proprio agio ed essere se stessi è una cosa sola. Lei è una di quelle.
Abbiamo passato pomeriggi interi insieme, a cazzeggiare, a parlare di cose profonde o anche in silenzio, lei davanti al computer ad inviare cv, io a leggere ?due ruote? spaparanzato sul letto.
Quando usciamo insieme a berci una birra o a vedere qualche sound system la chiamo e le chiedo se preferisce la vespa o la moto. Domanda retorica: conosco la sua predilezione per la vespa e sono felice di accontentarla.
Ha una risata bellissima, passa dal leggero al pesante (come direbbe Kundera) al volo, senza menate.
Per me è una presenza unica, insostituibile. C?è il piacere di stare insieme: per questo molto spesso ci bastano un tavolino e un paio di birre.
Spero che di tempo con lei ce ne sia sempre di più.

Al prossimo giro in vespa allora,
alla prossima serata insieme,
ti mando un abbraccio mia cara,
con affetto e stima infinita.

Categorie:Senza categoria Tag:

…sono le 3 e mezzo, checcazzo!

21 Dicembre 2005 Commenti chiusi


era il ponte di sant’ambrogio.

io avevo preso quel ritmo bellissimo di quando non ho nulla da fare. sveglia all’una, palestra, doccia, pomeriggio di cazzeggio, cena e poi serata con amici fino a notte fonda.

non mi ricordo esattamente che giorno fosse. ricordo che ero tornato a casa che eran più o meno le tre passate.
ero stanco, rincoglionito dal freddo, stordito dall’alcol, felice di avere passato una serata tra amici.
mi svesto, mi do’ una sciacquata e inizio quel piacevolissimo gioco del rimandare il momento di andare a dormire.

adoro stare in piedi di notte dividendomi tra il computer, la play station o un film.

in boxer e maglietta entro in sala con la voglia di fumarmi una sigaretta. l’ultima della serata, quella più goduriosa, quella durante la quale ripensi alla serata appena passata.

con un gesto meccanico accendo la tv e inizio il solito zapping frenetico di quando guardo la tv cosidetta generalista. ho solo bisogno di immagini a tranquillizzare i miei eccessi di fumo e alcol.

mi fermo su rai tre e non credo ai miei occhi. stanno trasmettendo “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, con gian maria volontè, regia del grandissimo elio petri.

non ci voglio credere. questo film è eccezionale. per chi non l’avesse visto racconta la storia di un funzionario di ps che uccide la sua amante.
il poliziotto in questione, non solo non fa nulla per cancellare le prove della sua colpevolezza, ma addirittura fa in modo che ne vengano trovate a suo carico. fa scagionare il marito della sua amante, che la polizia aveva arrestato tanto per non lasciare il delitto senza un colpevole.
“un innocente in carcere non dimostra la mia insospettabilità”, recita volontè: il suo personaggio vuole dimostrare che è al di sopra di ogni sospetto, per l’appunto, in un crescendo di arroganza e supponenza.
elio petri vuole dimostrare che il potere non si processa mai da solo, anche se il finale del film è abbastanza aperto.

io lo conosco a memoria, ma nonostante questo decido di riguardarmelo.

ho sempre cercato di tenermi lontano da ogni dietrologia. le dietrologie creano mostri, inganni, è difficile controllarle. però è assurdo che un film così venga relegato ad una fascia oraria così inaccessibile.
odio dirlo, ma non credo sia un caso.

evidentemente ci dobbiamo rincoglionire con la de filippi, con i vari distretti e commissariati dove tutti sono buoni, belli, democratici e antirazzisti. dobbiamo riguardare sempre le stesse cazzate, a ripetizione, a loop.
siamo un popolo di ignoranti, è innegabile. ma sicuro è che con questi palinsesti non ci emanciperemo mai. non avremo mai qualcosa di cui discutere che non siano nominations o rigori che ceranononcerano.

il film finisce. io sono a pezzi e mi trascino lungo il corridoio fino al mio letto continuando a chiedermi perchè…
…mi verebbe da chiamare un responsabile rai e dirgli:
“paaanunzio! ma che minchia stai combinando??”

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

questa mattina mi alzo

20 Dicembre 2005 1 commento


…stamattina mi alzo, senza troppe tragedie.
il numero di imprecazioni contro chiesa e stato mentre mi lavo e mi preparo per andare a lavoro è sempre alto, ma meno del solito.

ieri sera, sulla porta di casa mia, è apparso carlo.
oggi parte per l’argentina, stessa destinazione del mio amico alberto.
“ci sono 30 gradi…bighellonare in pantaloncini corti tra una passeggiata a cavallo e la piscina, non può farmi che bene”

come non essere d’accordo?

così abbiamo cenato, chiaccherato del più e del meno e in tasca ho messo il suo regalo di natale. una piccola busta che aveva come destinatari me e la mia amata e, dentro, le chiavi della sua casa maremmana.

ci vuole stile e passione per fare un regalo così.
stile per dare una cosa grande senza cerimonie.
passione, perchè per la maremma, per la bassa maremma, ci vuole passione.

“ma non ti annoi lì?” è la domanda che gli fanno più spesso, e qualche volta la girano anche a me.
la casa sorge su un poggio, per arrivarci c’è una stradina sterrata che ci si arrampica (e questa estate percorrerla con la kawasaki stracarica è stata una impresa non facile).
dentro un camino, una libreria, divani e poltrone.

io posso restare per molto tempo a guardare le colline intorno, la macchia incontaminata, con un cuba in mano e un pacchetto di sigarette.

quella zona non ti viene incontro. devi essere tu ad amarla ed accettarla per quello che è. o sei dentro ogni strada, ogni scorcio, dentro i chilometri percorsi senza incontrare nessuno, oppure è meglio andarsene.

in molti sono scappati.
io trovo sempre qualcosa che mi riporta lì.

insomma passo questi ultimi giorni prima di poter fare quello che più mi piace.

mando un abbraccio a carlo che tra qualche ora parte,
alla mia amata che sa apprezzare certe cose,
a tutta la mia crew che mi vorrei portare sempre dietro.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

la meravogliosa ragazza aggrappata ai miei fianchi

16 Dicembre 2005 Commenti chiusi

è bello guardarsi indietro e vedere che c’è una persona che, da quando l’ho conosciuta, non mi ha lasciato mai.

si è sorbita tutto quello che mi sono sorbito io. si è stretta a me quando le cose non andavano e ce ne siamo stati stretti e felici quando tutto filava per il verso giusto.
a questa splendida ragazza devo il mio equilibrio e la mia passione.
la stringo forte anche in questo giorno in cui non ci vedremo.
ho bisogno dei suoi occhi davanti ai miei per andare avanti.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

sicuro?

15 Dicembre 2005 1 commento


siamo sicuri che vada tutto bene così?

voglio dire, ho una moto nel box, appoggiata al cavalletto, su un fianco, pronta ad andare. senza mezzucci e senza puttanate potrei andarmene con lei.
i graziepregoscusi li lascio volentieri fuori dal bauletto.
potrei andarmene e vivermela. potrei fare il pieno con tutte le cose da fare, quelle a cui non ci si può sottrarre, il tram che non arriva, gli orari da rispettare, le ferie e i recuperi, i giorni di malattia, le telefonate, tutte le poltrone e i rispettivi culi, i giochi di potere e le furbate, il dott. davanti ad ogni nome, sopraffazioni e squallore. riempire il serbatoio con tutte queste cose e lasciare che vengano bruciate dal bicilindrico kawasaki, sputate fuori dal marmittone.

il rumore del motore copre ogni cosa quando gira. e gira forte, potente. non sente scuse quando deve partire. parla per me.

vivo nell’attesa di quei momenti; del caldo, e di quella sensazione di spinta che mi prende lo stomaco, che mi fa istintivamente abbassare sul serbatoio. sono momenti unici. dimentichi tutto. mi resta solo la sensazione di muovermi, di spostarmi, di stare sulle linee rosse di una cartina stradale (linee blu, avrebbe precisato moon).
è un equilibrio vero e proprio. metti entrambi i piedi sulle pedane e sei in un altro mondo e ci resti finchè non rigiri la chiave in senso antiorario.

credo di poter lasciare la conclusione a ralph “sonny” barger

“LA STRADA LIBERA,
UNA MOTO BEN PREPARATA
E UNA MERAVIGLIOSA RAGAZZA AGGRAPPATA AI TUOI FIANCHI.
QUESTA E’ LIBERTA’,
QUESTA E’ VITA.”

CORRI FIERO
VIVI LIBERO

Categorie:Senza categoria Tag:

assalti

14 Dicembre 2005 Commenti chiusi


“..e ogni giorno mando giù un po’ di veleno
ogni giorno io che amo l’armonia
e vado un po’ a giocare con la mia follia
non mi pare il caso di passare la vita assetati
sotto al potere dei falliti”

Categorie:Senza categoria Tag:

saluti a pugno chiuso! di Maurizio Ferrari

13 Dicembre 2005 1 commento


Lettera aperta ai compagni, alle compagne
Un giudice, stavolta di sorveglianza, mi ha cercato, trovato e
infine consegnato, tramite la polizia, una sua
?ordinanza?che, come vedete segue questa lettera.
L??ordinanza? rende esecutiva una ?misura di sicurezza della
libertà vigilata per anni uno? decretata 25 anni fa. Una condanna,
la chiamo io, in quanto è una restrizione della libertà
prima ancora di essere una ?vigilanza?; una pena che non è
in relazione ad alcun ?reato?, ma esclusivamente a quello
che sei, per questo, pur se è mostruoso e ridicolo, può essere
decretata in anticipo, anche di un quarto di secolo. E quello
che sei non viene chiamato nel codice penale con nomi
quali, ad esempio, ?sovversivo?, ?eversore? ecc., ma con il
generico ?socialmente pericoloso?. Una categoria che, per
definirsi, non ha bisogno di fatti, le basta comporre supposizione,
congetture sulle letture, le frequentazioni, non so, le
espressioni del viso. Nazi-fascismo in pieno, ecco di che si
tratta. Ed è una condanna usata ampissimamente con disinvoltura.
Ma che cosa è accaduto? Il tribunale di sorveglianza
di Vercelli (competente nel mio caso poiché sotto la sua
cappella si trova anche il carcere di Biella da cui sono uscito)
ha ?disposto? di ?imporre? a me, la ?libertà vigilata per 1
anno di cui alla sentenza Corte Assise Appello di Firenze del
19.11.1980?.
Il giudice di sorveglianza che ha reso esecutiva la condanna
poteva dire: nel 1980 tu sei stato condannato ad un anno
di liberà vigilata ed io nel 2005 la rendo esecutiva in quanto
tu, comunque, eri e sei nemico dello Stato. Chiuso. Invece
ha voluto farsene una ragione ed è franato nella meschinità.
Scrive il giudice: ?…il soggetto (uno dei tanti nomi che mi
affibbia)…convocato dal Centro Servizio Sociale di
Firenze…non si è mai presentato…il Centro Servizio Sociale
di Milano…non è riuscito a contattarlo?… Nessun servizio
sociale mi ha mai ?convocato? o ?cercato?.
[?] Fuori sto scoprendo che la condizione della gran parte
di chi lavora è discesa nella schiavitù. Nei cantieri, presso i
corrieri, ma anche nella scuole e nei call center, si lavora per
5-6 euro l?ora e in una situazione di assoluta indeterminatezza.
Quel misero salario è succhiato per il 60-70% dall?affitto
per la casa, sarebbe più vicino al vero chiamarla, in generale,
posto-letto + punto-cucina. Chi ha trasformato i contratti
di lavoro in un vero Bengodi per i padroni, ma in una disgrazia
micidiale per la classe operaia, per chiunque sia alla
ricerca di un posto; chi ha consegnato le case al mercato
capitalistico, alle agenzie e al traffico borsistico, chi ha condotto
la soddisfazione del bisogno dell?abitazione a divenire
un incubo per la gran parte della popolazione; chi, come lei
signor giudice, impone con le relative leggi questo immiserimento
non solo materiale, voi siete ?socialmente pericolosi?,
non c?è dubbio. Contro di voi e il vostro Stato con il quale ora
tormentate e saccheggiate anche il popolo irakeno, la lotta
c?è e io sono lì.

Milano, 26 marzo 2005
Maurizio

maurizio ferrari, 30 anni di carcere, nessun fatto di sangue a suo carico, non viene concessa la “continuazione” della pena, non riconoscendo a ferrari i reati commessi come “facenti parte di un medesimo disegno criminoso”, quindi pene conteggiate singolarmente come + episodi separati. 30 anni senza mettere piede fuori dal carcere. nessun grande avvocato alle spalle, nessuna amicizia con craxi, nessuna attenzione da parte di media e comitati.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,