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Archivio Febbraio 2006

musica e immagini

26 Febbraio 2006 4 commenti


oggi un po’ di sole si è visto su una milano senza macchine e silenziosa.
per chi come me ha una capacità di astrazione notevole, spesso eccessiva, è stato un ottimo pretesto per pensare al caldo e ai viaggi insieme a luisa.
quando fuori fa caldo, la moto è a posto e luisa sta seduta dietro di me, non chiedo altro.

così pubblico questa foto, immaginandomela con “sole” in sottofondo, bellissimo brano dei 27gioda.
per sapere di cosa sto parlando andate sul loro sito e scaricatela clikkando su “sole mp3″.

il link lo metto qui sotto….
Riferimenti: ascolta i 27 gioda

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Quanto ti devo, Stanley?

26 Febbraio 2006 Commenti chiusi

già giovedì non mi sentivo per nulla bene.
finito di svolgere dignitosamente il mio lavoro in ufficio, sono uscito prima del previsto per andare a casa.
proprio non ce la faccio a tornare in tram e dare un altro euro a quella associazione a delinquere che è l’atm. mi godo i miei 20 minuti di camminata per milano fino a casa mia, soffiandomi ripetutamente il naso e ascoltando un cd dei king crimson.
arrivo a casa e mi abbiocco. non mi sento per nulla bene.
domani (venerdì) non andrò a lavorare.

nonostante il mio stato fisico mi sono messo d’impegno per godermi la serata. mi faccio una doccia, esco dal bagno e, passando dallo studio di mio padre, vedo appoggiato vicino al suo computer il dvd di “rapina a mano armata”, di kubrick.
lo prendo. in corridoio incontro mio padre, gli mostro il dvd e gli chiedo:
“posso?”
“certo”.

mi metto vestiti puliti, avvicino la poltrona alla tv e infilo il dvd nel lettore.

johnny esce di galera e mette a punto un colpo all’ippodromo con l’aiuto di 4 complici.
c’è kennan, che fa il poliziotto: accetta di partecipare perchè in fondo ha una sua morale abbastanza cinica che in quel momento gli fa anteporre i suoi debiti davanti a tutto. è lui che deve appostarsi sotto una finestra dell’ippodromo dove johnny gli lancerà il sacco con i soldi. un poliziotto è sempre insospettabile.
O’Reilly è un barista con la moglie malata. ha bisogno di soldi, per la sua esistenza, ma soprattutto per curare sua moglie. il dialogo tra i due coniugi, così tenero e disperato, mi fa pensare che tutto sommato il barista non aveva molte altre alternative.
unger e peatty lavorano all’ippodromo. il primo fa l’allibratore e ha una buona dipendenza dall’alcol; il secondo fa il cassiere e condurrebbe una esistenza dignitosa se non fosse per sua moglie. con lei, con sherry, è in un rapporto di sudditanza. lui la ama perchè è bella ed è affascinato dal suo stile, assolutamente artificioso. lei, sherry, sta con peatty perchè le aveva promesso mari e monti, soldi e macchine, e non “questo squallido appartamento” (dopo poche decine di minuti si intuisce che proprio questo rapporto sarà un punto debole nell’organizzazione del colpo).

questi quattro punti di vista si sviluppano, si intrecciano e si susseguono, quando è necessario anche tornando indietro con la narrazione, riraccontando una stessa scena da una diversa angolazione. c’era qualcosa di familiare nella struttura di questa storia. mi è venuto in mente tarantino, oppure salvatores in “amnesia”.

ma qui stiamo parlando di 50 anni fa.

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7 cose

24 Febbraio 2006 Commenti chiusi


1) 7 Cose che vorrei fare prima di morire: a parte che non sono mica tanto sicuro di morire…
- fare il coast to coast (USA) in moto
- avere nel box una ford mustang shelby gt500 del ’67
- una festa sulla spiaggia con sound system e centinaia di amici
- andare a cuba (prima che muoia castro)
- rappare insieme a militant A
- rivedere un concerto dei rage
- mettere in ordine la mia stanza

2) 7 Cose che non so fare:
- guardare l’inter senza fumare
- andare al ristorante arabo e non eccedere con il piccante
- guidare senza fare almeno una “tamarrata”
- arrivare in orario la mattina in ufficio
- entrare in libreria e non comprare nulla
- parlare la mattina in modo chiaro
- sapere quanti soldi ho sul conto in banca

3) 7 Cosa che mi piacciono nella persona che amo:
- gli occhi
- i capelli
- prova le mie stesse emozioni con i cani
- ha pogato insieme a me in svariati concerti
- è molto (ma molto) femminile
- è un buon passeggero in moto
- sa guidare la vespa

4) 7 Cose che dico spesso:
- “io un cannone me lo merito”
- sono sempre meno le persone degne della mia incazzatura
- c’è dell’acqua?
- secondo te quanto ci mettiamo a fare x kilometri?
- sono fiero di essere comunista
- ho bisogno di salire in moto
- l’inter è la mia squadra

5) 7 Libri che mi hanno colpito:
- “scritto sotto la forca” di julius fucik
- “l’evasione impossibile” di sante notarnicola
- “i miei sette figli” di alcide cervi
- “strade blu” di moon
- “el senor de los espejos” subcomandante marcos e montalban
- “la musica del caso” di paul auster
- “morte di un apicoltore” di gustafson

6) 7 film che amo e che rivedrei in continuazione:
- “il sorpasso” di dino risi
- “rapina a mano armata” di kubrick
- “la grande guerra” di monicelli
- “fast and furious” di rob cohen
- “il settimo sigillo” di bergman
- “milano odia, la polizia non può sparare” di umberto lenzi
- “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di elio petri

7) 7 persone a cui ?passo? questo test:
- luisa
- salem
- alberto
- lelia
- giorko
- klem
- agu

…oh raga….solo se vi va eh?

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il soro sulla lambo

23 Febbraio 2006 2 commenti


Sono stordito. Sono a pezzi. Un po? è questa specie di sinusite che, per quanto in fase latente, da ieri mi sta martellando.
Un po? è stata la serata di eri sera a casa di Alberto, a guardare l?inter recuperare due gol all?Ajax (con prestazione da 7 del Capitano). C?erano personaggi importanti, come Micky, Piè, Andrea e Jeffry: peccato che non mi sia potuto godere a fondo la serata.
Stamattina ero preso da un sogno bellissimo: io e la mia amata insieme, con tanto tempo a disposizione e nessuno tra le palle, ci rilassavamo tra lenzuola bianche e la luce del sole che entrava dalla finestra. Il difetto di questo sogno è che si è sviluppato troppo a ridosso della mattina, così la sveglia è suonata strappandomi da quella felicità e riportandomi verso la colazione e la fermata del tram.
Barcollavo e barcollo tutt?ora. Dare l?addio al mio letto caldo e disfatto stamattina è stato più doloroso del solito.

Grande assente di ieri sera è stato il Soro. È rimasto a casa a vedersi Barcellona-Chelsea, e del resto come dargli torto.
Però ieri il Soro mi ha mandato una foto che merita.
Lamborghini Gallardo. Direi che non c?è altro da aggiungere.

Buona giornata a tutti,
Tommi

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un po’ di domande (dal blog di lelia)

22 Febbraio 2006 1 commento

Se fossi un mese sarei: Marzo

Se fossi un giorno della settimana sarei: indifferente (spero di trovare un esistenza non scandita dai giorni della settimana)

Se fossi un orario del giorno sarei: notte, più o meno dall’una alle 5 del mattino

Se fossi una stella dell’universo sarei: questa è difficile

Se fossi un animale marino sarei: un delfino

Se fossi una direzione sarei: serenamente casuale (cmq verso il caldo)

Se fossi un articolo di arredamento sarei: un divano-letto

Se fossi un peccato sarei: l’ira

Se fossi un personaggio storico sarei: dubcek (anima, insieme a molti altri, delle innovazioni rivoluzionarie che han poi portato alla primavera di praga)

Se fossi un liquido sarei: negroni

Se fossi un albero sarei: un ulivo

Se fossi un uccello sarei: direi un falco

Se fossi un arnese sarei: una falce (per riagganciarmi alla metafora nel libro di unamuno)

Se fossi un fiore sarei: uno di quelli che fiorisce in posti assurdi, spesso irraggiungibili

Se fossi un evento atmosferico sarei: una giornata di sole e vento

Se fossi una creatura mitologica sarei: beh, un centauro!

Se fossi uno strumento: una batteria (non ha armonie, solo ritmo)

Se fossi un animale sarei: un lupo

Se fossi un colore sarei: il nero

Se fossi un’emozione sarei: la sensazione di cuore leggero che si prova quando va tutto bene

Se fossi un frutto sarei: ah, qui non ho idea

Se fossi un suono sarei: un riff di morello

Se fossi un elemento sarei: l’acqua, alla quale invidio la capacità di adattarsi agli spazi

Se fossi una macchina sarei: bmw m5 (berlina)

Se fossi una canzone sarei: “il tempo dell’attesa” – assalti frontali

Se fossi un film sarei: “wasabi” di luc besson

Se fossi un libro sarei: senza dubbio don chisciotte

Se fossi un cibo sarei: cuscus

Se fossi una città sarei: sono indeciso tra roma, livorno e parigi

Se fossi un materiale sarei: qualcosa di ignifugo

Se fossi un sapore sarei: agrodolce

Se fossi un profumo sarei: il mio dopobarba (pressochè introvabile: ogni volta che lo finisco mio zio me ne procura una boccia nuova)

Se fossi una parola sarei: rivolta

Se fossi un oggetto sarei: uno zippo

Se fossi una parte del corpo sarei: le spalle

Se fossi un’espressione del viso sarei: accigliata

Se fossi una materia scolastica sarei: filosofia e italiano

Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei: direi Kenshiro

Se fossi una forma sarei: armoniosa

Se fossi un numero sarei: il 77

Se fossi una donna sarei: una centaura!

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breve chiarimento in giornata di ufficio

21 Febbraio 2006 2 commenti


la mia moto attende un tagliando (si vede che è periodo).
la sera, in quel momento tra il sonno e il non ancora, cerco di ricordarmi che sensazione da’ stare in quella posizione, acceleratore sulla mano destra, cambio sul piede sinistro e sensazione di spinta che ti va nella pancia. bello ogni tanto fare dei sogni realizzabili, fattibili, quando sai che sarà solo questione di tempo.
la mia kawa per adesso si riposa, appoggiata al cavalletto, al riparo dalle intemperie, con la sua gomma posteriore brasata dalle autostrade francesi ed italiane, dal peso dei bagagli.
forse non sa che io e luisa stiamo pensando di portarla in corsica, a impolverarsi con sabbia e terra corsa.

sarà una emozione, come ogni partenza.

ne approfitto per dare una spiegazione alla foto del precedente blog.
è il mio amico adriano (per chi volesse saperne di più trova il mio punto di vista su di lui nella categoria “personaggi – la crew”).
la foto se l’è scattata da solo, prima di partire per un campo in palestina. lui era incaricato di tenere tutte le quote di tutti i partecipanti. così, in una sera di agosto nella sua casa di milano, si è scattato quella foto.

per la foto qui sotto, invece, non credo ci sia bisogno di spiegazioni.

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nebbia e sonno

18 Febbraio 2006 3 commenti


poche righe perchè sto per andarmene a letto a leggere il bel libro di doninelli (“il crollo delle aspettative – scritti insurrezionali su milano”)…o forse inizio un torneo di calcio alla play, ancora non ho deciso.
non male barcamenarsi tra queste cose.
in ogni caso la settimana va chiusa. è chiusa.
mi inquietano un po’ queste settimane che volano, anche se sono decisamente meglio di quelle che vivevo qualche mese fa, tutto il giorno in ufficio senza una mazza da fare. in compenso ero diventato un piccolo campione dei giochi on line sul sito di clarence.
adesso vivo giorni pieni. raramente riempiti con quel che dico io, ma intanto pieni. non poco, rispetto al nulla avvilente nel quale mi trovavo meno di un anno fa.

un pensiero ai miei amici che questa sera non ho raggiunto per una birra, ma ero con luisa e credo che mi capiscano.
un pensiero anche alla partita di domani: un raro (se non unico) anticipo pomeridiano per l’inter, che, alle 18 di domani, se la vede con il livorno, allo stadio dell’ardenza.
ho sempre simpatizzato per il livorno. ci ho passato molto tempo della mia infanzia e poi hanno una tifoseria che noi interisti ci sognamo. ho passato molte domeniche in cui l’inter aveva già giocato l’anticipo oppure stavo aspettando il posticipo, a vedere le partite degli amaranto, tifando per loro.
domani mi scuseranno, ma l’inter è la mia squadra.

fuori c’è un nebbione fitto e freddo: pare la milano di un libro di scerbanenco. osservavo la nebbia dalla sella della vespa mentre riaccompagnavo luisa a casa. sembrava fumo. fumo fittissimo…
…a proposito di fumo fra poco credo che farcirò un altra smoking nera, l’ennesima, a calmarmi i pensieri, a darmi quella carica di giusta distanza dalle cose.
di questi tempi il mio pusher è un uomo felice.
notte a tutti

qui sotto, il mio pusher

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16/2 – È mattina e la rete non va.

17 Febbraio 2006 3 commenti

Non è la prima volta che ci salta il server qui in ufficio. Così, privo, pur con ogni buona volontà, di ogni attività lavorativa, apro un ?word? e inizio a scrivere. Lo posterò quando la rete tornerà.
Di solito distinguo, guardando i miei post, tra quelli scritti in word e quelli scritti direttamente sullo spazio blog. Word insiste sulle maiuscole, sottolinea di un rosso nervoso le parole che non capisce, mentre lo spazio ?nuovo post? ti lascia assolutamente libero. È proprio come un foglio bianco.

Stamattina, sveglia alle 7. I miei sostenitori capiranno lo sforzo.
C?era da essere alle 8 e mezzo in viale jenner con la macchina per farle fare questo santissimo tagliando.
Non sono ancora le 8 e sono già in cammino verso il garage. Salgo in macchina, mi tolgo il giaccone e accendo il riscaldamento. Vado verso i bastioni di porta Venezia: la giornata è grigia e bagnata. È tutto bagnato ma non piove e continui a chiederti da dove arrivi tutto questa acqua. È come se stesse sospesa sulle macchine, sulle strade.
Prendo via vittor pisani e in fondo scorgo, avvolta dal grigio smog-pioggia, l?inquietante sagoma della stazione centrale. Per me la centrale è un vero incubo: odio viaggiare in treno, odio i treni, e di conseguenza odio le stazioni. Stavolta però non ci devo passare. Giro a sinistra verso la stazione Garibaldi e proseguo a sinistra per via Farini.
Per le strade poche macchine e pochissimi passanti. Credo che l?ora del collasso per il traffico sia tra le 9 e le 10, soprattutto sulle circonvallazioni. Io, che quando sono bloccato nel traffico, lotto contro i miei nervi, pur di trovare le strade sgombre mi sono mosso prima del casino e ho evitato accuratamente le circonvallazioni. Ma alla fine di via Valtellina c?è piazzale maciachini, io devo girare a sinistra per viale jenner ed eccolo lì il casino. Cerco di stare calmo perché sono quasi arrivato. Devo andare in via maffucci che dovrebbe essere tra due traverse.
Eccomi in via maffucci: qui non vedo l?ombra di una officina, ma se non altro l?insegna toyota è enorme. Mi sa che qui più che aggiustarle le vendono.
Entro passando per una luccicante porta a vetri automatica. Una ragazza di colore molto carina sta versando dell?acqua nei vasi delle piante tutte intorno al bancone reception.
Mi sorride.
?Buongiorno, ho prenotato un tagliando per stamattina?
La graziosa butta un occhio fuori e vede la mia toyota sporca da fare schifo, con le strisciate di fango sulle portiere e le stuoie del mare messe alla rinfusa dentro (ma forse queste non le ha viste). Dentro il salone è tutto un sberluccicare di yaris, corolla, avensis, rav4 tutte grigio metallizzato splendente.
?ah sì ? e sorride ancora ? le spiego dove deve andare?
Inizia a cercare dei fogli dalla sua parte del bancone: io mi allungo e sbircio.
Tira fuori una fotocopia ingrandita presa da un tuttocittà, con alcune vie evidenziate.
?ritorni sul viale jenner, vada verso piazzale nigra, torni indietro sempre su jenner e poi giri in via butti?
?via butti??
?sì, gliel?ho segnata. La riconosce perché c?è un tabaccaio?
?ok. Butti?tabaccaio?
?butti tabaccaio ? sorride ancora ? e va fino in fondo a via butti. Prende la seconda a sinistra, via masina, poi?.?
La seguo in tutto. Le ripeto il percorso e glielo ripeto bene. Ringrazio ed esco. Ci metto una vita a fare il giro in jenner, ma trovo via butti che inizia con una splendente ?T? del tabacchi, vado fino in fondo e torno indietro per un altro senso unico.
La mia meta è via pantaleoni. Il rosso della enorme saracinesca stride con tutto il grigio che c?è intorno. Non so dove lasciare la macchina e imbocco via cilento: strada sterrata, buia, inquietante. Un paio di fiat tipo fan da dormitorio in mezzo a rottami e fango. Ci ripenso e lascio la macchina esattamente davanti al rosso efficienza dell?officina. Sembra quasi un fortino di perfezione, in mezzo a questo fango, a queste case da ristrutturare.
?buondì, ho prenotato un tagliando per le 8 e mezzo?.
?sì. Subito. Mi da i documenti??
Gli lascio sul tavolo il malloppo di garanzie, assistenza, punti vendita, assicurazione e libretto.
Lui trova al volo il foglio su cui erano registrati i tagliandi precedenti. Mette un timbro e una firma.
?oltre ai controlli di routine, qualcosa in particolare??
?sì ? e tiro fuori il moleskine traboccante di fogli e scontrini, sui cui mi ero appuntato alcune cose da sistemare ? dunque: scarsa illuminazione del quadro livello benzina (ho pensato che parlando il loro linguaggio avrei fatto prima), tasto fendinebbia posteriore e i freni fischiano?.
Aggiunge tutto sul foglio, poi mi fa mettere due firme e me ne da una copia.
Stavo giusto pensando a quando me la avrebbero riconsegnata, perché senza la macchina, e con questo tempo, freddo schifoso bagnato, avrei avuto delle difficoltà a vedermi con Luisa.
Guardo fuori, cercando uno spiraglio di sole, cercando di prepararmi psicologicamente ad un week end senza macchina.
?tra le 18 e le 18 e 30?. La voce dell?addetto officina mi riporta alla realtà.
?come scusi??
?tra le 6 e le 6 e mezzo, per ritirarla?
?ah?.scusi, di che giorno??
?oggi. Pagamento contanti o assegno?
Ci metto qualche secondo ad abituarmi all?idea che stasera, dopo il lavoro, sarò di nuovo qui.
Vabbè, meglio chiudere tutto oggi.

Stasera viale jenner e la metro gialla in maciachini mi vedranno di nuovo protagonista.

Colgo l?occasione per giustificarmi della mia assenza dal blog: il lavoro martella
e spesso mi rende negativo. Da una persona molto importante per me, ho imparato che quando si è negativi è meglio tacere.

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eccoci qui

16 Febbraio 2006 1 commento


giusto due righe in attesa di mettermi, finalmente, a tavola.

oggi ho scritto un pezzo ma in ufficio la rete non ne voleva sapere di funzionare. così è rimasto là nel computer senza che potessi pubblicarlo.
nulla di che: mi prendevo solo la briga di raccontare la giornata di oggi.

però passando dal mio blog qui a casa ho visto che un sacco di amici erano passati, che lelia mi aveva detto tutto il dicibile (su uno spazio pubblico) riguardo la fabbrica dove spopola la dichiarazione di jacob, che ulz crede in uno nostro trionfo europeo, che salem la prende filosoficamente (fisolosofia che condivido) e che fundatoro propone una birra (molto volentieri) ma non si rende conto per quale razza di squadra tifi lui.

domani posterò di nuovo.

un abbraccio a tutti.

qui sotto una foto scattata questa estate in francia. la adoro perchè, aldilà del soggetto in primo piano che rende bella ogni foto, dietro c’è un cartello che dice “desmo parking only”. li facevo più nazionalisti i francesi: non credevo si sciogliessero davanti ad un desmodromico ducati.

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La solita, vecchia, odiosa amarezza.

13 Febbraio 2006 7 commenti


Ieri sera luci accese, persone collegate in tutto il mondo e milioni di salotti, di stanze, di pub e bar a vedere quel campo, quelle righe bianche sul verde concentrico di san siro.
Solita storia.
Questa amarezza accompagna il tifoso interista da sempre, eccezion fatta per quei pochi fortunati che hanno memoria dell?88/89 (fra cui anche io).
Provo una sensazione di inadeguatezza costante, tifando per questi colori. Quando vedi i tuoi giocatori ti senti autorizzato a sognare, ma dopo un po? tutto si spegne, tutto viene inglobato in quell?odioso ?stile inter? che manca le occasioni, che nel giro di mezza settimana getta al vento qualcosa di più di una speranza.
Ancora mi arriva addosso quella sensazione . Non voglio interrogarmi sui motivi tecnico calcistici della nostra ultima deblacle, perché sono già state dette e scritte migliaia di parole.
Voglio solo dire che questa sensazione di sconfitta, di perdita, ci sfinisce. Perché non si alterna con nulla. Resta fedele a se stessa e non si evolve.
Siamo sempre un castello di carte, o un ponte costruito da Lunardi: per quanto possa essere alto e bello da vedere, basta un nulla, un umore, un po? di vento e cade tutto. Ancora una volta tutto da capo.
Da tifoso non posso fare nulla contro le squallide ironie di Moggi, l?espressione tardo franchista di capello, la faccia da schiaffi di Ibraimovich. Tutta la mia volontà la riversa su quegli 11, su quei colori. Questo meccanismo è ormai andato ben oltre lo stress, lasciandomi inebetito, impotente, nemmeno più incazzato.
A volte l?attaccamento diventa una gabbia, un qualcosa di cui ti vorresti liberare ma non puoi, perché quei colori sono anche i tuoi, perché nel cassetto ho anche io la maglia nerazzurra, con il numero del capitano.

Metto qui sotto una foto di gioia nerazzurra perché continuo ad amare questa squadra nonostante tutto, e non solo perché non ho alternative.

Grazie lo stesso, sperando che il mio scoramento sia anche il vostro.

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