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Archivio Giugno 2006

40mila volte spike

29 Giugno 2006 3 commenti


La cosa più bella, nella lettura e nell?apprendimento, è la moltitudine pressoché infinita di stimoli. All?inizio è stato proprio questo aspetto ad avermi lasciato dubitante nei confronti del sapere. Mi sembrava un mare da dover bere e digerire, una impresa impossibile. Chiusure e rifiuti, sono stati i primi atteggiamenti per non dovermi porre il problema.
Poi, come in quasi tutte le cose, ho trovato la giusta distanza. Adesso sono sensibile ad ogni nome, film, personaggio politico e gruppo musicale, anche perché spesso le storie si intrecciano e si alimentano a vicenda.

Un giorno di qualche settimana fa andai da Ricordi in duomo. Onestamente non amo questi posti in cui libri, cd e dvd sono esposti come al supermercato. C?è una sovrastimolazione del cliente atta a dimostrare che lì puoi trovare tutto (cosa peraltro non vera: quando ho mostrato al commesso la mia lista di film di Volontè che stavo cercando ha assunto una espressione disarmata).
In ogni caso ero andato lì per cazzeggiare un po?, prendermi un po? di fresco e guardarmi attorno. Comprai un paio di cd e lasciai stare la parte dei libri perché, inevitabilmente, avrei comprato qualcosa. Non che la cosa mi dispiacesse, ma stavo già facendo fatica a stare dietro alle mie letture (la Pivano, il caso Manson e un saggio di Regis Debray): un nuovo libro avrebbe complicato le cose, almeno nella mia testa. Adoro leggere libri, ma anche finirli mi piace.
Mi metto in coda, due o tre persone davanti a me. Sbircio tra i loro acquisti: ho sempre il pregiudizio di capire il tipo di persona dai libri che legge e dalla musica che ascolta. Intanto la cassiera batte un altro scontrino e la fila fa un passo avanti. Focalizzo la mia attenzione su una pila di libroni bianchi in vendita al lato della cassa. È la biografia di Spike Lee. L?ho sempre amato come regista e le notizie sui suoi films le ho lette qua e là, su articoli, riviste e siti internet. Ho pensato alla Pivano, a Charles Manson e a Debray…beh, si sarebbero stretti e avrebbero fatto posto a Spike.

Torno a casa, sfoglio il libro e mi sembra molto intrigante. Ogni capitolo un suo film.
Penso che l?accesso al sapere debba essere libero, nelle forme e nei modi. Non ci sono libri da leggere prima o dopo, non ci sono libri da leggere assolutamente né libri da non leggere. Anarchia totale per me, in questo campo. In ogni caso dal quel sovraffollamento dovevo uscirne in qualche modo. Così Spike e la sua storia li ho messi da parte e mi sono concentrato sul Charles Manson. La mattina, prima di uscire, ne leggevo un buon 20 pagine e la sera prima di dormire una trentina circa. Così Manson finì, la Pivano e Debray erano ancora in ballo, ma un posto si era liberato per leggere la storia di Spike Lee.
Da una settimana e mezzo ad oggi, la biografia del regista va come un treno. È un vero e proprio trip. Fino a ieri ero dentro al capitolo di ?Jungle Fever? (stamattina ho svoltato, e sono passato a quello su Malcolm X).
Ieri sera, nonostante Buju Banton stesse suonando alla Cascina Monluè, io me ne sono rimasto a casa un po? dolorante dal tour de force in palestra. Ero stanco e stavo cercando un modo per passare una serata rilassante e costruttivo. Mi sono rollato qualcosa di buono e mi sono ricordato di avere la videocassetta di ?Jungle Fever?. L?ho messa nel videoregistratore e via. Dopo circa 20 minuti di proiezione squilla il mio cellulare. È Luisa, parliamo del più e del meno, e poi mi dice ?sai che adesso, su rete 4, sta iniziando ? Fa? la cosa giusta??
Spike ovunque. Mi viene da ridere, ma comunque fermo la videocassetta e mi metto a guardare rete4.
Rivedere un film dopo che ne hai letto i retroscena, dopo che sai che quello sguardo di ostilità fra due attori è così naturale perché frutto di un certo scazzo a cinepresa spenta, ti sembra di possederlo maggiormente.

Tra l?altro, il grande Spike, ha in tasca la tessera numero 40mila della campagna abbonamenti Inter 2005/2006. Quest?anno mi sa che mi tessero anche io.
Spike, dimmi che posti hai, che magari ci guardiamo qualche partita insieme.

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ancora un po’

28 Giugno 2006 4 commenti


Ieri sera mi ero messo a scrivere un pezzo che ho intitolato ?fermenti?. Volevo descrivere il mese di giugno, il suo splendore e i vari struggimenti. Ho scritto quasi una pagina, mi sono fumato una sigaretta, e poi ho riletto. Non mi convinceva. Non che fosse da buttare, ma non rappresentava un?emozione e invece quello era il mio scopo. Non mi andava di bruciarmi un post su giugno così, anche se per il momento, giugno sta bruciando me. Sta per finire e tutta la sua luce e il suo sole mi hanno fatto uscire la mattina prima del solito, mi han fatto raggiungere i miei amici ai vari concerti, eventi, partite del mondiale. Ho dormito poco, molto meno del solito, ma in fondo, giugno mi spinge a spremermi perché il contesto di luce è troppo bello per essere ignorato.

Occhiale nero e walkman nelle orecchie, questa mattina: sono rimasto fedele a questa abbinata anche nei mesi invernali, figuriamoci ora. Apro il mio ufficio, appoggio il casco, mi infilo il lettore cd in tasca e esco sul terrazzo a fumarmi una sigaretta. Ancora un po? di musica e pensieri prima di iniziare questa giornata.
Ancora un po?.

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Storie di Assalti Frontali – parte 4

24 Giugno 2006 4 commenti


l?inizio del ?96 me lo ricordo anche perché è il periodo in cui è uscito ?Conflitto?, terzo album.
Mi precipitai in edicola, perché usciva autoprodotto, ma con la distribuzione del ?manifesto?.
In copertina una figura di spalle si staglia su una periferia: è in bilico su qualcosa, ha un paio di jeans e una felpa con cappuccio. Lo ascoltavo in continuazione e lo portavo anche a scuola. Quando qualcuno vedeva la copertina mi chiedeva ?è un disco fatto da te??. ?No, perché?? ?Quello in copertina sembri tu?. Mi faceva un gran piacere, ma come potessi somigliare ad una persona di spalle con un cappuccio in testa, non mi era chiaro.
L?album è tutto suonato dai Brutopop un gruppo di bassochitarrabatteria spaziale. Molto ispirato ai Fugazi e dalla musica indipendente, costruiscono le loro sonorità su battute che non appaiono chiare al primo ascolto. Spesso sembra che manchi qualcosa, invece, alla fine, gira sempre tutto. La voce e i testi degli Assalti Frontali su quella base è stata una folgorazione. Stupendo. Adoro l?intro di ?Conflitto? che si chiama ?prima mattina?: riproduce i suoni, e il clima che c?è all?alba con questo senso di trascinamento e i rumori attutiti in lontananza.
Adoro ?Devo avere una casa per andare in giro per il mondo? e, come sempre con gli Assalti, ho capito a pieno le parole del ritornello solo dopo un po?. Dire ?non c?è solidarietà senza rivolta? lì per lì è una frase chiara e basta. Io, dopo un miliardo di ascolti, ho capito il senso, almeno quello che ha per me: se non ti rivolti, in qualsiasi senso, non ci sono occasioni per la solidarietà. Il normale fluire della nostra vita, inquadrata e nevrotica, non lascia spazio per qualcosa di solidale.
?Fascisti in doppiopetto? la adoro, anche perché nel ritornello c?è il riferimento a Dante Di Nanni, la cui storia non smette di appassionarmi.
Ho amato tantissimo anche ?Sottobotta? e, a seguire, ?Nel giusto posto?.
In tutte le canzoni il personale viene mischiato al collettivo. Non c?è nessun annientamento della persona, dei suoi dubbi e delle sue intime concezioni della vita, in una ottica collettiva. Piuttosto è l?ottica collettiva che si sposa alla persona, che la rappresenta e la sostiene. Da queste splendide liriche si capisce che c?è tantissimo dentro alla persona, ma la persona non ha nulla se non sta con i suoi fratelli, con i suoi compagni.
L?ultima traccia è ?HC?: un sound che o prende o respinge, o ti fa gonfiare il petto o ti da fastidio.
Io ho amato quella traccia, e le ultime parole di quella canzone sono state scritte a caratteri cubitali sulla mia smemoranda

nel mondo in cui i feriti
affondati
non vengono curati
e il paradiso dei giusti è solo il sogno di una notte da ubriachi
ma se decido il mio destino ho tre coordinate almeno
a sinistra a sinistra all’ala estrema sinistra
quello che realmente nella vita mi interessa non mi lascia
questo senso di equilibrio non mi lascia
questo senso di equilibrio non mi lascia.

Fu proprio quel senso di equilibrio che trovai in quella canzone nel momento più difficile dell?anno. 10 luglio ?96. Orali della maturità. Di lì a pochi minuti sarebbe toccato a me e mi sarei giocato tutto. E non era tanto la promozione, ma il fatto di portare a termine qualcosa che avevo deciso io, in cui avevo messo del mio e contro il parere di tutti, compresi i miei genitori (che poi però, nonostante parere contrario, mi furono sempre vicini per quei lunghissimi 10 mesi di preparazione).
Stava per toccare a me e ripassare non sarebbe servito a niente. Così presi il mio walkman aiwa e mi sentii ?HC?. Ero carico, calmo, pronto.
L?esame andò bene, uscii da quel liceo sgommando con la Ford Escort e terrorizzando l?amica che mi aveva accompagnato e mi era stata vicina per tutta la mattina.
Ero convinto che, senza ?Conflitto? quell?anno non sarebbe stato lo stesso.
Resta uno dei miei album preferiti, non solo per quanto riguarda gli Assalti. Uno fra i migliori in assoluto.

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Assalti a Milano

23 Giugno 2006 3 commenti

La notizia gira, tra e-mail, sms, forum e passaparola in pause sigaretta al lavoro: in fondo è un metodo underground?

Sabato 24 giugno, alla festa di Rifondazione Comunista, a Milano, suoneranno gli Assalti Frontali.
Il concerto si terrà allo Spazio Giovani. L?inizio del concerto sarà intorno alle 22 e l?ingresso è gratuito.
Per chi non lo sapesse la festa di Rifondazione qui a Milano si tiene intorno all?area del MazdaPalace (a.k.a. Palacucco), zona MonteStella (ci si arriva con la metrò rossa, fermata Lampugnano).

?..prima fila, pugno chiuso, pronto a cantare rima per rima.

A sabato ragazzi,
non vedo l?ora di rivedervi.

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matrix 23

22 Giugno 2006 2 commenti


grande materazzi.
stavo guardando la partita qui in ufficio e, quando c’è stata la sostituzione di nesta e sei entrato tu, ho percepito la paura dell’italia di una tua entrata assassina, di un fallo da rigore e relativo rosso.
invece tac!
stacco di testa e risultato sbloccato.

grande marco,
picchi come un fabbro,
ma so anche che quando vuoi regali.

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cose da dire

22 Giugno 2006 Commenti chiusi


sono in un momento abbastanza convulso, ma ci tenevo comunque a far vedere che ci sono.
giugno che spacca, si dorme poco, si fa tanto, ma mi piace così.
un monte di cose da dire che per il momento attraversano la mia testa quasi costantemente lucida di sudore.
biglietti, fogli, penne che scrivono e schermi del pc. poi caldo, vespa, partite, palacucco, birre e festa di rifondazione.

un abbraccio a tutti,
torno presto,
tommi

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giugno/luglio milanese

19 Giugno 2006 3 commenti


estate mondiale, nella accezione stretta dei campionati (mondiali) di calcio.
onestamente non ho particolari simpatie azzurre, anzi: la nostra nazionale mi lascia abbastanza indifferente. altrettanto onestamente cerco di seguire tutte le partite, perchè il calcio mi piace infinitamente. oltretutto i mondiali danno la possibilità di vedere come viene giocato lo stesso sport da giocatori e squadre di tutto il mondo. stesse regole per tutti, ma interpretazioni diverse a seconda di competenze tecniche e attitudini.
il mondiale è anche un pezzo di storia. ricordando i vari mondiali si ricordano periodi della propria vita, estati, amori e televisioni sparse qua e là.
sono un fan di bar sport, la trasmissione di radiopopolare che commenta, via radio, le partite. la gialappas ha iniziato proprio lì, per poi approdare a mediaset.
ovviamente le amicizie si dividono anche in base al commento seguito. io e luisa non ci schiodamo dal 107.6 fm da cui trasmettono ferrentino, ardemagni e lauro. è un mix di simpatia, stima, affezione. molta affezione.
le loro voci per me vogliono dire un mondiale degno di essere seguito, divertente e un altro tassello di storia. storia di un altro mondiale, ma anche di un altro periodo di vita e di un altro giugno/luglio milanese.

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Un po? di appuntamenti milanesi

15 Giugno 2006 6 commenti

È la prima volta, in quasi un anno, che uso il blog per pubblicizzare qualcosa.
Per tutto l?inverno ho atteso questa stagione, stressando chi mi stava vicino. Adesso ho deciso di vivermela e, qui di seguito, scrivo un po? di appuntamenti, soprattutto musicali, di questo periodo.

17 giugno, sabato, Italia ? Stati Uniti, maxischermo al Palacucco (MazdaPalace) ore 21
22 giugno, giovedì, Repubblica Ceca ? Italia, maxischermo al Palacucco (Mazda Palace) ore16
22 giugno, giovedì, Giuliano Palma and the BlueBeaters alla Cascina Monluè
23 giugno, venerdì, Sting, aggratis in piazza Duomo
24 giugno, sabato, Edoardo Bennato, aggratis, in piazza Duomo (notte bianca)
27 giugno, martedì, Africa Unite, alla Cascina Monluè
29 giugno, giovedì, Punkreas, alla Cascina Monluè
30 giugno, venerdì, Roy Paci e Aretuska, Idroscalo
8 luglio, sabato, Zulù (ex 99posse), Fabbrica del Vapore
11 luglio, martedì, Modena City Ramblers, Mazda Palace (Festa di Rifondazione)
12 luglio, mercoledì, Sud Sound System, Cascina Monluè
14 luglio, venerdì, Frankie Hi-nrg Mc, Cascina Monluè
15 luglio, sabato, Asian Dub Foundation, Cascina Monluè
16 luglio, domenica, Franziska, Mazda Palace (Festa di Rifondazione)
21 luglio, venerdì, Fat Boy Slim, Idroscalo (40 euro)
22 luglio, sabato, Massive Attack, Idroscalo (40 euro)

Questo è quanto.
Il Palacucco è assolutamente gratuito, i concerti alla Cascina Monluè hanno un prezzo variabile (ma sempre abbastanza onesto) e lo stesso si può dire per i concerti all?interno della festa di Rifondazione.
Per quanto mi riguarda, di imperdibile c?è solo il concerto degli Asian Dub Foundation.
Anche Fat Boy Slim e i Massive Attack mi piacerebbe vedere, ma 40 euro, sinceramente, mi sembrano una esagerazione.

Se mi è sfuggito qualcosa fatemelo sapere.

p.s.
il buon claudio, in msn, mi ha fatto notare che repubblica ceca italia, non è alle 21 ma alle 16 (che orario infame!)

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che pena

14 Giugno 2006 3 commenti

esco dall’ufficio. non di ottimo umore ad essere sincero.
prima di uscire sistemo la mia borsa e metto sul lettore portatile la colonna sonora di “easy rider”. casco in mano e vado verso la vespa. accendo, schiaccio play e parto.
inizia “born to be wilde” e io sono in zona missori. penso a Wyatt – Capitan America e Billy che scorrazzano in moto, in spazi enormi, disponibili. una sofferenza inaudita. se non altro questa estate ho ascoltato i lynyrd skynyrd scendendo in moto da volterra, al tramonto. non erano gli states, ma andava bene uguale.
ma questa città proprio no. piena di scooter nevrotici, di gente impettita, vestiti come pinguini e attaccati al cellulare. una passerella tragica, anche comica, volendo.
ho passato piazza santo stefano e “the weight” dei the band mi mette ancora più angoscia. mi viene voglia di fuggire, di scappare da tutto e fare come peter fonda prima di partire: butta l’orologio, perchè tanto a che serve?
invece arrivo a casa. tutto normale. vado al supermercato e incontro mia mamma che sta facendo la spesa. la aiuto e chiaccheriamo un po’.

per stasera tutto qui. ma, nel box, tra me e la moto c’è stato un lungo sguardo. “tienti pronta”, mi è uscito e poi mi sono messo a ridere.
sono sicuro che comunque ha capito.

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storie di assalti frontali – parte 3

14 Giugno 2006 1 commento


Fine dell?estate ?95. Estate difficile, anche se bellissima. Con i miei siamo stati, in aggiunta alle solite mete, in Umbria per qualche giorno. Mentre mio padre guidava io mi spaparanzavo sul sedile posteriore della nostra ford Escort e ascoltavo la cassetta che mi ero fatto dal vinile dell?Onda Rossa. Ero molto fiero, perché sulla custodia di quel nastro TDK la pantera che usciva dalla stella era venuta davvero bene.
Estate difficile perché, ovviamente, io al Tuminelli non ci volevo tornare. Ero stato bocciato due volte al Leonardo, avevo fatto un biennio, e quindi, anziché di due, ero indietro solo di un anno. Ero al terzo anno, quando avrei dovuto essere al quarto. Di certo due anni al Tuminelli sarebbero andati via lisci senza difficoltà dal punto di vista scolastico, ma dal punto di vista umano era una impresa inarrivabile. Per quanto sia sempre stato un solitario, mi ero rotto di stare in disparte.
Per un po? pensai di trasferirmi ad un pubblico, ma dopo un colloquio con una amica di mia mamma, preside di un liceo scientifico pubblico, cambiai idea. Senza mezzi termini mi disse che arrivare da un liceo privato come quello da cui arrivavo io era un salto molto forte. Mi sarei dovuto fare il culo, dimostrare che ero in grado. Non che la cosa mi spaventasse, ma farsi il culo per farsi il culo ho pensato che potevo tentare il botto. Tornare alla scuola che faceva bienni, e fare quarto e quinto anno insieme. Andai a parlare con il preside, che ormai conoscevo, e lui mi spiegò bene tutto quanto. Scoprii che il corso che facevo io si chiamava ?idoneità alla maturità scientifica?. Loro ti preparavano e poi, in un liceo pubblico, avrei sostenuto l?esame di maturità.
Fu una estate difficile perché dovevo scegliere. Tentai il botto.

A fine settembre la classe di disperati, geni incompresi, ragazzi con problemi a relazionare, svogliati figli di papà, era composta. Per quanto varia, quella umanità mi sembrava comunque più interessante, più stimolante di quella da cui ero uscito.
Nella nostra numerosissima classe che si preparava alla maturità scientifica, non c?era un solo personaggio che si potesse considerare normale. C?era Panini, un caso da studiare: stava tutto il giorno appoggiato al muro, con i gomiti uno sul banco uno sullo schienale della sedia. Rifiutava le interrogazioni, eppure in matematica era un genio. La sua maturità andò così: 7 nel compito di matematica 6 nel tema di italiano. Bastava dire due parole in croce all?orale e sarebbe stato promosso. Non disse nulla, non aprì bocca e fu bocciato. C?era Fiorentino, genio e sregolatezza. Molto bravo in filosofia, storia e italiano, nelle altre materie inventava di sana pianta con un certo successo. Adesso ogni tanto lo vedo in alcune pubblicità, (tipo quella della That?s amore Findus).
Poi via altri personaggi come Pludwinsky, che entrava in scena su una fiat campagnola rossa (una volta l?aveva comprata ad un asta, una volta gliela avevano regalata, un?altra l?aveva recuperata perché era un veicolo abbandonato). Parecchie ragazze alcune delle quali molto carine e un paio avevano anche interesse nei miei confronti, ma, come al solito, lo scoprii ad anno concluso.
Insomma quella umanità mi piaceva: era assolutamente imprevedibile e inspiegabile, ma mi ci trovavo bene.
Continuavo ad ascoltare musica e ad ascoltare gli Assalti. Quello che avevo in mano era ?Terra di Nessuno? e ?Batti il tuo tempo?. Li ascoltai ancora e ancora. Mi davano forza. In quei mesi di fine ?95 ascoltavo spessissimo ?questione d?istinto?. È una traccia di ?Terra di Nessuno? che, ai primi ascolti, mi lasciava abbastanza indifferente. Poi ho preso ad ascoltare bene tutto quanto e mi piaceva sempre di più. Nelle loro parole trovavo conferme a quello che ero e stimoli su stimoli a fare meglio. ?Quando l?istinto travolge la prudenza? era il concetto che amavo di quella canzone.

Lo studio picchiava duro e, iniziato il ?96, l?ansia per l?esame cresceva. Iniziavo a temere il caldo perché, man mano che la temperatura aumentava e le giornate si allungavano, si avvicinava anche il momento della maturità.

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