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Archivio Agosto 2007

desde carboneras

28 Agosto 2007 5 commenti

buongiorno a tutti,

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16 agosto – nimes

18 Agosto 2007 4 commenti

16 agosto 07 – Aubon – Nimes – La Bergerie

Eccoci arrivati. Una doccia e una camicia pulita mi hanno aiutato a smaltire i 681  kilometri macinati oggi.
Se penso che stamattina mi aggiravo per casa mia, scorgendo mio padre che dormiva, mio zio al suo pc che mi ha salutato dandomi il 5 (doppio, a due mani) e mia mamma che mi ha baciato fra l’angosciato e il contenta, mi sembra quasi un’altra vita.
C’è sempre questo sdoppiamento fra il “dove ero stamattina” e il “dove sono adesso che sono arrivato”.
È il bello di viaggiare, quell’aspetto inspiegabile che ha sempre un grande fascino su di me.

La Bergerie è una casa tutta ad un piano, suddivisa in vari spazi con un prato in mezzo. Sdraio, tavoli (su cui probabilmente domani mattina consumeremo il nostro petit dejeuner) e un laghetto piccolo piccolo con qualche pesce che sguazza dentro.

Nessun documento all’arrivo.
“Qui vogliamo che l’accoglienza sia…come si dice…famigliare”.
Direi che ci sono riusciti.

Il viaggio è stato lungo. Stamattina mi sono aggirato per Milano alla ricerca dell’imbocco per l’autostrada dei laghi. Non ero molto sveglio, il mio stomaco faceva ancora su e giù e ho cercato di ricordarmi che strada fa di solito Alberto per andare a Meina.
Da lì al Ticino, a prendere Luisa. Poi via verso Torino, passo del Monginevro, Briançon, Sisteron, Aix en Provence.

Il viaggio è stato lungo. Anche perchè a tratti veloci di autostrada si sono succeduti lunghi pezzi di statale. Mediamente veloci, ma con attraversamenti cittadini, come Gap, molto lunghi e tormentati.
Aria condizionata. Per noi è quasi una novità, abituati al caldo delle nostre giacche da moto e dei caschi modulari. Aria condizionata che però non ha impedito al sole, che batteva sulla mia spalla sinistra di scaldarmi e di farmi grondare anche qualche goccia di sudore.
Sudore che poi si è solidificato in sporcizia e che solo una doccia, avveniristica e provvidenziale, ha provveduto a spazzare via.

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In partenza

15 Agosto 2007 3 commenti
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attacco

13 Agosto 2007 1 commento

“…ho lasciato perdere perchè mi mancava l’attacco. E quando ti manca l’attacco, meglio mettersi a fare qualcos’altro. Difficile sbloccarsi”

Probabilmente aveva ragione Nico quando mi ha detto questo riguardo ad un articolo che non risciva a scrivere.
Io però mi ostino. Ho già giocato abbondantemente alla play, scaricato la posta, visitato i siti più disparati fumando un numero ragguardevole di sigarette.
Adesso ho voglia di scrivere, o quantomeno di mettere a registro qualcosa.

Anche ieri avevo voglia di scrivere. E infatti ho scritto in modo spontaneo e fluente. Ho salvato tutto su un file che ho chiamato “non so”. Mi ha fatto piacere avere scritto ieri perchè, per la prima volta dopo tanto tempo, mi sono messo alla tastiera senza l’idea del blog ed è stato molto bello. Non che qui ci stia particolarmente attento, ma riempire una pagina di word con tutto quello che ti passa per la testa e salvarla sul tuo pc mi ha fatto tornare in mente quella sensazione originaria di scrittura per se stessi. In un certo senso, l’inizio di tutto.


Non ho idea di che tipo di fine farà questo scritto.
Ultimamente scrivo essenzialmente per il blog. È una cazzo di vanità. È la voglia di essere ascoltato. Metterlo lì, in rete. Potenzialmente visibile da chiunque. In atto poi, è tutto un altro discorso.
In atto le cose cambiano, come tutte le volte in cui la realtà che ti sei immaginato arriva.

Ieri mi ero accanito nel voler scrivere qualcosa che mi rappresentasse, convinto, come sempre, che saperlo scrivere equivalesse ad avere capito il problema. In parte è così, perchè tutte le volte che ho saputo rendere con le parole quello che avevo in testa, alla fine mi sono sentito sollevato e molto più rasserenato.

...se fossi una persona normale, se non avessi un demone che mi si agita dentro. A questo punto ho paura di non riuscire a placarlo e di dovermi organizzare per convivere con lui….

Ieri sera finalmente ho visto la casa del mio amico Claudio, che ci ha accolto all’inizio di un corridoio lunghissimo (arredato solo con un pallone di spugna) insieme al grande Devin.
La casa ha proprio l’aspetto di una tana, rilassante e comoda. C’è tutto quello che serve per stare bene .
La serata è passata bevendo rum e cola, tirando freccette contro il classico bersaglio tondo diviso in sezioni, dicendo cazzate e ridendo.

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“Qui tutto succede, ma nulla può accadere” (Assalti Frontali)

10 Agosto 2007 4 commenti

Ultimo giorno in ufficio. Anche se non sembra proprio di stare in ufficio, se non per la familiarità con queste pareti. Siamo solo in due, qui.

G. si diverte a chiamarmi dal piano sotto sul mio interno (che peraltro non ho ancora imparato quale è). Scambio di battute e ognuno torna al suo lavoro.

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dentro e fuori

8 Agosto 2007 1 commento
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più facile

7 Agosto 2007 1 commento
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la proprietà non è più un furto

6 Agosto 2007 1 commento

 

Io, Ragionier Total, non sono diverso da voi.

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grazie

5 Agosto 2007 1 commento

 Ancora agosto. E sarà agosto ancora per un bel po’.
Fa quasi fresco e sembra l’inizio della discesa verso il freddo. Ma non ci voglio pensare. Non ci posso pensare.
In questi giorni le mie parole sono accompagnate da colpi di tosse profondi. Ho un colorito biancastro e ieri sera, usando eccezionalmente la macchina al posto della moto, ho assaporato la sensazione che proverò a macinare chilometri dietro ad un volante. Quell’accenno di guida mi ha portato a pensare che quando sarò partito, quando il cofano punterà deciso verso il mare, magicamente starò bene. Sarà l’odore del mare, sarà l’ombra di un albero durante una sosta bevendo acqua fresca, sarà l’arredamento di una stanza anonima presa in affitto che per un po’ chiameremo “casa” a farmi rinascere.
Sono un motociclista e prima ancora un vespista. Però, ad essere sincero, mi trovo molto molto bene in macchina. Mi sento sicuro e penso che, nonostante tutto, sia pur sempre il mezzo che so guidare meglio.

A farmi stare bene però non è stato solo il volante. C’è anche la nuova veste grafica del mio blog che senza Verdana non avrebbe mai visto la luce.
Lei è una di quelle persone che, nei primissimi tempi del blog, mi ha aiutato. Mi ha spiegato come fare a mettere le immagini che vedete sulla sinistra: Zanetti, Volonté, Jules Bonnot, le ho messe grazie a dei codici html che lei mi ha mandato e spiegato.
Quando c’è stata la ristrutturazione della piattaforma per postare il panico ha iniziato a serpeggiare. Io, ad esempio, non avevo più l’archivio. Non potevo più vedere le “postate” precedenti. È stato panico. Quello vero. La sensazione di avere perso tutto quanto per un attimo mi ha sovrastato. Devo dire grazie a Leila, che, in msn, mi ha detto “stai tranquillo. Ci staranno lavorando. Non hai perso tutto”. Le ho creduto subito, l’angoscia è scesa di colpo e la mia cara amica aveva ragione.

Oggi mi è arrivato via mail un file word con i codici per questo nero che vedete. È stata Verdana la Strega. Una persona senza la quale il mio blog non sarebbe lo stesso.

Sono tornato al nero.
“Ma il nero non è il colore dei fascisti?”, mi ha detto una persona un po’ ignorante.
“No. È il colore degli Anarchici. Il fascisti l’hanno ripreso dopo”.
“Ah…”

Così torno al mio amato colore e mando un abbraccio alla strega.

A proposito di colori politici, ieri ho letto sul manifesto che la famiglia di Giovanni Pesce “Visone” ringrazia tutti quelli che sono andati a Palazzo Marino per l’ultimo saluto.
Stupidamente la cosa mi inorgoglisce. Abbiate pazienza.

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un’altra giornata

3 Agosto 2007 4 commenti

Mi sono svegliato abbracciato ad un cuscino. Non avevo voglia di vedere che ore fossero. Quel cuscino in quel momento era tutto quello di cui avevo bisogno. C’era un bel fresco, la notte deve aver piovuto. Stavo proprio bene, e la mia mente ha spaziato come al solito sui viaggi, sulle moto, sugli amici. Ho evitato di far il conto dei giorni mancanti alla mia partenza, anche se la mia mente per un attimo me lo ha chiesto.
Ricordo della notte appena trascorsa: qualche tuono e il mio pensiero “speriamo che piova”. Poi Luisa si è stretta a me, io l’ho abbracciata e mi sono riaddormentato.

Mi sono svegliato abbracciato ad un cuscino e ho iniziato a pensare che alzarsi poteva essere una opzione accettabile. È mezzogiorno, o quasi. Mi faccio un caffè, mi mangio un paio di dolci al cioccolato, mi lavo ed esco. Ho dormito bene e mi sento leggero.
Vado a prendere la moto. Ha piovuto stanotte, c’è qualche pozza in giro e gli alberi sono più freschi.
Deve avere piovuto, anche perché la temperatura si è abbassata e la mia moto, accesa senza tirare l’aria, gira al minimo ma respira male e mentre chiudo a chiave la porta del box il motore si spegne.
Ci salgo su, riaccendo e tengo il gas con la destra.
Avevo dimenticato per tutta la notte il cellulare nel bauletto. Acceso. Guardo per curiosità se ci sono delle chiamate non risposte. Ce n’è una. Ma il numero è sconosciuto.

Prima di andare a casa mia, faccio un giro per la Barona. Ho voglia di guidare un po’ e qui sono tutti piazzali e viali larghi e vuoti. Anche la moto sembra svegliarsi piano piano, dolcemente. Siamo di buon’umore tutti e due. Molto molto leggeri, pennelliamo le rotatorie e ogni tanto do gas per sgranchirci un po’.
Qui devono avere girato qualche scena di "Fame Chimica". Una di sicuro: quella in cui Manuel, dopo aver litigato con Claudio, se ne sta fuori dal Barrio’s accucciato a pensare sotto la pioggia.
Sono stato al Barrio’s a dicembre, per lavoro. Dovevo intervistare una ragazza, Angela, che si occupa dell’integrazione delle famiglie straniere nella zona. È stata una esperienza molto interessante, anche se, mentre la aspettavo anche io come Manuel sotto la pioggia, mi sono beccato una influenza devastante che mi è durata fino a Natale.

Tempo di tornare a casa. Parcheggio la moto sotto al portone e salgo. I miei e mio zio hanno appena finito di mangiare.
“Vuoi mangiare qualcosa?”, mi chiede mia mamma che, nonostante i miei 90 chili, è sempre preoccupata che mangi a sufficienza.

Vanno tutti a dormire, mentre mio padre ondeggia tra il suo computer e i canali sky.
Io tiro fuori il mio mac e guardo la posta.
Mi ha scritto Verdana, la strega che tanto ha fatto per la veste grafica del mio blog. Una mail sul mio account libero, un altra con allegato sul mio account tiscali. Sfortuna che non riesco a vedere l’allegato. Non ho il coraggio di dirglielo, visto il favore che mi sta facendo. Mi ha mandato un foglio word con i codici css per fare tornare il mio blog come prima. Credo sia stato l’antivirus di tiscali ad avere rimosso l’allegato.

Apro msn. Mi scrive Filippo, chiedendomi come va l’ansia da agosto e, come mai ce l’ho.
Ne parliamo un po’ e alla fine capisce perfettamente il mio spirito: “prima partire, viaggiare, vedere, sole mare. Poi, al ritorno si vedrà”.
Mi sono sentito un po’ come il professor Van Helsing, nel Dracula di Bram Stoker: si ingozza ci cibo e vino prima di combattere il vampiro, perchè bisogna essere in forma, prima di combattere.
Io mi devo ingozzare di sole, di mare e di spazi aperti, per poter riprendere la lotta contro i miei spettri.

Apro il blog. Qualcosa deve essere andato storto nei codici che ho messo per cambiare un po’ i colori. Alcuni commenti non si vedono, perchè sono in nero su sfondo nero. Prego chiunque sia interessato a leggere i commenti a evidenziarli con il mouse per renderli leggibili: è una soluzione momentanea prima di riuscire a risolvere il problema.

Poi leggo il commento di Giulia, la mamma di Riccardo. Sono un vigliacco e cerco di non pensare ad una storia che mi commuove ogni volta. Però firmo la petizione e invito tutti quanti a fare lo stesso.

Per il resto si tratta di un’altra giornata, un’altra giornata di agosto, piena di “potrei fare” che vengono sempre rimandati.

Già essermi messo alla tastiera a scrivere qualcosa, invece di vagare senza meta in internet, stressare su msn gli amici che stanno lavorando, è un successo.
Almeno in un giorno così.

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