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Archivio Marzo 2009

giornata abbastanza tranquilla in università

26 Marzo 2009 2 commenti

…almeno fino a quando i problemi più insolubili non si presenteranno all’ora di staccare, quando stai già pensando alla moto per tornare a casa e al sorriso di Luisa dietro alla porta.

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Cambiano i colori

23 Marzo 2009 5 commenti

E’ primavera, mi ha detto 2 giorni fa Luisa poco dopo una comoda alzata mattutina.
Mi è venuta in mente una citazione poco gloriosa di Celentano “cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso…”.
Più o meno anche io cerco la primavera tutto l’anno e l’annuncio arriva di colpo dalla mia fidanzata appena alzata.
È stato un fine settimana poco primaverile, in ogni caso. Freddo, mani screpolate, labbra anche. Sarà che la nostra nuova casetta di cose deve averne viste parecchie e soprattutto ha conosciuto gente che non puliva. Così, nonostante i nostri sforzi (soprattutto quelli della mia lei), ogni angolo, ogni pertugio, dischiudeva polvere a volontà. Visibile sul parquet in controluce, abbondante fra gli stipiti dell’armadio.
Forse contro la polvere abbiamo perso qualche battaglia, ma la guerra la vinceremo noi.
Ieri ad esempio, io sono sparito per qualche ora. Sono tornato a casa dei miei, ho guardato l’Inter con mio papà, ho chiaccherato con mia mamma, ho lavorato un po’.
Tornato a casa una battaglia contro lo sporco era stata stravinta in mia assenza. Un po’ di senso di colpa, ma molta contentezza per il risultato.
Questo si trasformerà in un blog casalingo? Mi metterò a parlare di sporco, di lercio che si annida fra una piastrella e l’altra e di offerte al supermercato?
No, non penso.

Fortuna che c’è A. a ricordarmi il mio spirito da biker e a propormi di continuo giri in moto nel week end. Fortuna che c’è Ibra, il mercenario, a farmi vedere che il calcio è ancora spettacolo.
Fortuna che ci sono i miei senza i quali tutto questo non sarebbe possibile.

Questa mattina è sicuramente più primavera e quel che balza all’occhio sono i colori che cambiano.
Ho voglia di girare in moto e di fermarmi lungo una strada a fumare una sigaretta, chiaccherare con i miei sul nostro terrazzo, raggiungere Alberto al lago e giocare a pallavolo in piscina, avere il naso screpolato dal sole, sudare dentro al casco, andare a giocare con i miei amici di sempre al parco Forlanini, mangiare in mensa sui tavoli all’aperto, veder crescere le piante che ho travasato, bere un cuba all’aperto, ammirare i capelli di Luisa increspati dal vento, respirare un’aria diversa.

Prima era tutto dietro un angolo,
adesso abbiamo svoltato.

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che fare?

18 Marzo 2009 3 commenti

C’è da registrare il contratto, c’è da fare le copie delle chiavi. C’è anche da fare un taglia e incolla di quello che dice la nostra nuova portinaia: fra migliaia di parole ci sono informazioni utili. Ma soprattutto c’è da godersela un pochettino. Perché ogni giorno c’è qualcuno da chiamare, qualcosa da compare, cose da sistemare. Bello. Molto. Così mi piace, ma inizio ad avere la necessità di una giornata di nulla assoluto.
Sulla mia moleskine adattata ad agenda ogni giorno segno le cose da fare. Vado sul banale, sul semplice per non dimenticarmi niente. A momenti scrivo “lavarsi i denti” e “allacciarsi le scarpe”. Va così, c’è poco da fare.
Lo stress, dicono, è la paura di non avere risorse sufficienti per fare fronte a tutto. Ecco, mi sembra una definizione più che buona. Vivo con l’incubo delle chiavi e, per cavarmela, giro con un mazzo molto pesante.
“Sembri San Pietro”, mi ha detto un giorno la nonna di Alberto. La nostra formazione ha colto solo a tratti la citazione, infatti Alberto, in quella occasione, ha preferito allontanarsi.

C’è il sole. Oggi sono arrivato a casa dei miei in vespa senza calzare il guanti. Un bellissimo segno.

C’è altro da dire? Sì molto, anzi, moltissimo, ma oggi non c’è il tempo.
Solo una riflessione da articolare meglio in futuro. Riguarda la nostra situazione politica.
Anzitutto penso che una delle vittorie del piduista di Arcore sia di avere ridotto ogni parola, ogni progetto, ogni idea al “o con lui o contro di lui”. Vale lo sciagurato principio pubblicitario del “purché se ne parli”. Succede anche che le coalizioni per batterlo siano cementate unicamente dalla opposizione a lui e noi ci ritroviamo a fianco di personaggi come la Binetti, Franceschini lo stesso Prodi, un onesto democristiano, ma non molto di più. Normale che non si sia d’accordo.
Altra vittoria del Presidente del Consiglio è l’essere entrato di prepotenza in ogni dibattito politico. È difficile parlare di politica senza fare il suo nome, nel bene o nel male. Il paradosso è che questo governo è quanto più lontano da un concetto di Politica ci possa essere. Non si riesce a parlare di nulla senza nominarlo e ci si ritrova impotenti davanti al suo strapotere.
Bisogna progettare indipendentemente dalla sua esistenza. L’unica cosa che andava fatta realmente contro di lui era una legge antitrust degna di questo nome. Ma ormai non se ne parla nemmeno più. E allora non mi si venga a chiedere il voto, per ritrovarci ancora sconfitti e per raccontarci ancora una volta di quanto è brutto e cattivo.

Spesso mi ritrovo senza parole, ma mi accorgo che è esattamente quello che vogliono: ridurci al silenzio.
Allora scrivo a costo di dire ovvietà.
Pur di non stare zitto.

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Due parole

11 Marzo 2009 2 commenti

No, non è troppo tardi. E poi i cambiamenti di questi giorni non credo che mi porteranno  il sonno molto presto stasera. Eh si che domattina ci si sveglia presto, perché è il mio giorno di lavoro. Vado all’università bicocca. Quando arrivo io non c’è ancora molta gente. I corridoi sono deserti e la gente a fumare la sigaretta al di là delle porte a vetri è poca.
Quando domani mattina mi sarò fumato la sigaretta fuori dalla porta a vetri, avrò già la nostalgia della moto che avrò appena parcheggiato. Sentirò la mancanza della sua imponenza che mi porterebbe ovunque.
Ma siamo ancora a stasera.

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Ancora uno

5 Marzo 2009 4 commenti
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