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Archivio Agosto 2010

giornata di attesa (prevista)

5 Agosto 2010 3 commenti

Poco fa ero a Barcellona e non trovavo una via. Chiedevo in giro ed erano tutti molto gentili nel darmi indicazioni, ma c’era un dedalo di vie davvero inespugnabile. Mi ha preso quella piccola angoscia di quando non trovi un posto e sei da solo. Poi ho sentito un rumore e mi sono svegliato. Luisa si stava preparando per andare al lavoro. Il mio indice puntato verso la finestra stava a significare “che tempo fa fuori?”.

“Diluvia”

Ho abbassato l’indice e mi sono girato dall’altra parte.

“Oggi non si parte” è stato il mio pensiero e lì per lì non sono riuscito a capire quanto mi dispiacesse. Ero pronto a questa evenienza: ieri per tutto il pomeriggio ho monitorato i vari meteo on line e raramente ho trovato una unanimità così netta sulle previsioni. Pioggia, pioggia e ancora pioggia.

In sostanza, partendo oggi, l’acqua mi accompagnerebbe fino a Livorno. Forse anche più in giù. Un conto è incontrare la pioggia in viaggio, un altro è partire con la pioggia. La seconda evenienza è molto più fastidiosa e ho affrontato viaggi in moto con pioggia già dal primo chilometro solo quando ero fuori città e dovevo rientrare.

Sarà una giornata casalinga, anche se non ne avevo molta voglia. Appena digerisco la colazione mi faccio un po’ di addominali, usando il tappetino del pilates di Luisa. Magari ci sta anche un film. Ieri sera volevo rivedermi “Heat – La Sfida”, poliziesco di tre ore con Al Pacino e Robert De Niro a fronteggiarsi per le vie di Los Angeles. Uno di quei film che ogni tot mi piace rivedere. L’ho chiesto in prestito ad Alberto, qualche sera fa, quando sono passato a salutarlo.

Ieri sera mi sono seduto davanti al lettore dvd e ho schiacciato il tasto per aprire lo sportellino. C’era un film dentro, “Il cavaliere oscuro”, un Batman molto bello del 2008. In realtà questo film l’ho prestato a mio padre, ma vedendomelo uscire dal lettore, evidentemente gli ho prestato solo la custodia.

Apro “Heat”, già pronto a vedere la cazzutaggine del poliziotto Vincent Hanna – Al Pacino. Ma dentro al dvd che mi ha prestato il mio amico c’è “Fuga di Mezzanotte”, film del ’78 abbastanza angosciante in cui Brad Davis interpreta Billy Hayes, un turista americano in vacanza ad Istanbul che, candidamente, cerca di portare con sé nel viaggio di ritorno in patria due chili di hashish. È il 1970 e i turchi su ‘ste cose non scherzano: ci vanno giù duro e lui si trova condannato a 4 anni da scontare in un allucinante carcere turco.

Per un momento rifletto sull’ipotesi di rivedere questo film. Ma non è il caso, troppa ansia mi mette. E poi avevo proprio voglia di rivedere “Heat”. Nell’attesa mi rollo una sigaretta ben farcita solo che, per un movimento inconsulto, l’impasto cade dalla cartina non ancora chiusa e finisce tutto sul parquet. Resto interdetto per un attimo, poi decido di bestemmiare copiosamente, di raccogliere il possibile e di metterci una pezza. Sono circa le due e mi metto a leggere sul divano “La Trilogia della Frontiera” di Cormac McCarthy, un librone di quasi 900 pagine composto da tre romanzi. Ho letto da qualche parte che questo scrittore americano possiede una tecnica invidiabile come romanziere. Ha una grande attenzione ai dettagli e riesce a spezzettare gli accadimenti dandoti uno scenario più che completo. Ho letto anche che “o ci si fa prendere o si chiude il libro dopo poco”. Io stanotte ho letto una cinquantina di pagine del primo romanzo, “Cavalli Selvaggi” e devo dire che se non fosse arrivato il sonno, avrei continuato.

Poi ho chiuso gli occhi e siamo arrivati a questa mattinata piovosa.

Peccato, avevo voglia di raggiungere i miei, di fare vita capalbiese, di fare un viaggio in moto e di vivere brado.

Tutto rimandato a domani, anche se un po’ lo sapevo.

Mi andrò a lavare, scriverò qualche mail interlocutoria e quando la pressione me lo permetterà tirerò su quanto caduto ieri sera sul parquet.

Giornata di attesa.

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