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Archivio Aprile 2011

…quello non s’arrende

13 Aprile 2011 1 commento

Lo chiamano “il bunker”. È il posto dove lavoro. Un seminterrato tutto parquet, abbastanza fresco quando fuori fa caldo. Per fumare o apro un’antipanico che da’ su un sottoscala, oppure salgo 3 rampe di scale ed esco fuori. Fuori c’è un cortile in ristrutturazione e la mia bici legata ad un palo.
Si corre, non c’è che dire.
Servono chiavi su chiavi per aprire le stanze, gli armadi oppure per chiudere tutto quando sono l’ultimo ad uscire.

Al piano di sopra ci sono due ragazzi. Ragazzi più per atteggiamento che per età vera e propria.
Due guru, consiglieri spirituali, consolatori quando le cose vanno male, disponibili per ogni aiuto possibile.

Ma questi giorni raccontano anche altro. Ad esempio la caduta dell’Inter, una giacca da moto comprata usata in condizioni quasi pietose e rimessa a nuovo grazie alle conoscenze di mia mamma, il caldo estivo rotto ieri da un acquazzone e da una tempesta di vento, la pelle abbronzata da un week end passato sul Trebbia, gli amici che non riesco a vedere quanto vorrei ma che poi basta una serata ed il tempo passato lontani si azzera, “Profondo Rosso”degli Assalti Frontali che ho ormai quasi imparato a memoria, la mia capa che giura a me e ai miei collaboratori che il 22 aprile non si lavorerà, alcuni “grazie” che mi hanno fatto piacere, un sistema on line per la gestione del lavoro che sto imparando ma che ha ancora dei punti oscuri, il sorriso di Luisa quando torno a casa, l’esperimento delle cozze bel riuscito.

Vivo questa esperienza in modo precario. Non è proprio così, ma mi aiuta pensare che è un passaggio. Qualcosa che comunque mi arricchirà

Al solito, di idee me ne vengono tante. Più che idee piccole frasi, o magari solo titoli di eventuali post.
Però mi sfuggono. Sono sfuggenti. Penso sia la loro caratteristica, in questo periodo. Mi tengono compagnia un attimo, poi se ne vanno. Forse non amano la messa a registro.

Allora pesco altrove, prendo a chi ha già scritto, convinto del fatto che non gli dispiacerà.

“…anche noi facciamo ronde e facciamo ronde in chiesa
mamme scriteriate portano bambini a catechesi
dietro le pareti con i preti per interi mesi
noi abbiamo il rap, il reggae, il rock steady
accendiamo fuochi nella notte e cadiamo in piedi
il bandito fa la differenza quando entra in ballo
io di un solo Don mi fido il suo nome è Don Gallo
ora la sala si riscalda, brucia l’atelier

siamo al lavoro nel laboratorio e tu lo sai perché
il bagliore si accende
lo riconosco il volto colto del bandito quello non s’arrende

Assalti Frontali – “Banditi nella Sala”

Ps
X filla: non riesco a commentare il tuo blog, ma questo non toglie nulla: ci sono

x clem: sto attaccando moscerini ad uno ad uno

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