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Archivio Aprile 2013

Tutto il potere all’avantreno

24 Aprile 2013 Commenti chiusi

Acqua che scorre. Bella, limpida. Poco distante, tempo fa, vidi Lelia e Andrea per la seconda volta nella mia vita. Giornata sul Trebbia. Conobbi anche Pit, quel giorno: sul retro del van di Andrea abbaiava e leccava il vetro.
Mi ha fatto bene stare un po’ qui. L’acqua che scorre ha molto da insegnare. Forse aveva ragione Eraclito, “non è mai la stessa acqua”, nemmeno un minuto dopo.
Non c’erano molte alternative per questo giro in moto: domani manifestazione del 25 aprile, poi ricomincia la pioggia. Io oggi tutto sommato ero libero e il sole splendeva già dal mattino. Non ho dormito molto: sono arrivato a casa tardi dal lavoro e questa mattina il padrone di casa si è presentato alle 8 e 30: un sopralluogo per futuri lavori, ad un orario che definirei comodo.

Oggi mi sono portato dietro la borsa da serbatoio, niente bauletto. Dentro, fra le altre cose, la più pesante era una bottiglia di acqua da uno e mezzo. Sulla Ripamonti ho fatto il pieno. Il ragazzo che versava benzina dentro al serbatoio l’ha riempito fino all’orlo. Fino a che è stato tutto dritto ok, ma alle prime curve sentivo qualcosa di strano. Curvava pesante, però, una volta in piega, teneva benissimo. Ci ho messo un po’ a capirne il motivo, ovvio: la mancanza del bauletto ha alleggerito il di dietro della moto, la borsa da serbatoio e la benzina hanno appesantito il davanti.

Entravo in curva con un altro peso, però una volta capito il gioco, andavo spedito.

“A te serve per decomprimere, l’ho capito”. Me lo ha detto mia mamma, quando l’ho chiamata da casa per dirle che ero arrivato, facendole tirare un sospiro di sollievo, credo. Ho amato la sincerità con cui me lo ha detto. Mi farebbe piacere che sapesse che quando arrivo il sospiro di sollievo lo tiro anche io e faccio di tutto per poterlo tirare.

Ho sentito anche Alberto: è stato lui a darmi la nuova di Letta premier. Mi aveva chiamato perché voleva commentare con me la notizia.
“’spè, Albi: sono tornato adesso dal Trebbia, sono stato tutto il giorno in giro. Non so niente…e non so se lo voglio sapere”
“Hanno fatto premier l’ottimo Letta”
“Minchia!”
“Eh…minchia sì!”

Non ho molto da dire sulla situazione politica. In realtà, no, non è vero. Ho molto da dire. Ma scriverlo è più difficile che sparare cazzate la sera sul divano con amici. Poi magari tra le cazzate esce una cosa intelligente, però se scrivi ti tocca dire solo quella.
L’aria di Roma respirata nell’ultimo week, mi ha fatto sentire più vicino al Potere. Quantomeno da un punto di vista iconografico: vicino a Montecitorio giri fra orde di gente, giornalisti, showman, telecamere, capi popolo, fuori di testa, urlatori, curiosi, militanti, fascisti. Ti senti un po’ nel mezzo, un po’ sul palcoscenico a fare colore in questa mastodontica messinscena.
Quando sono tornato a casa, domenica, sono arrivato giusto in tempo per vedere “Gazebo”, la trasmissione di Zoro. Piacevole sorpresa: conoscevo Zoro e mi piaceva quel che faceva e diceva, ma non sapevo avesse una trasmissione. L’ho trovata davvero ben fatta.
Di mio mi sento di dire solo una cosa: spero che la responsabilità – quella vera: responsabilità verso la sinistra in Italia – che ha dimostrato Nichi Vendola in questi giorni, lo premi alle prossime elezioni. I salotti romani, danno per certo – sennò che salotti romani sarebbero? – che Pd e Pdl si sono accordati per fare in modo che, se Berlusconi venisse condannato – cosa molto probabile – verrà amnistiato. Con questo criterio è stato scelto il capo dello Stato e presumibilmente su questa linea si muoverà anche il nuovo Governo. Nonostante la mia innata sfiducia nei confronti di coloro i quali ti danno notizie riservate per far vedere che chi è nella “cerchia” lo sa, non mi pare uno scenario così improbabile, anzi. Di fatto in questi anni non è stato fatto nulla né contro Berlusconi, né – cosa ancor più grave – contro il berlusconismo. E ce lo hanno pure detto. “Simply and plain”, come direbbero i Public Enemy, chiaro e tondo: Violante lo ha detto alla Camera 10 anni fa, declamando l’evidenza. Qualcuno si concede ancora il lusso di stupirsi di fronte a certe rivelazioni?

Tutto il potere ai soviet, si diceva. Funzionò, almeno all’inizio, perché il soviet serviva per andare oltre l’indignazione, per agire.
Beh, oggi mi posso spingere a dire, tutto il potere all’avantreno, per il momento. Mi pare un buon inizio comunque: si va molto veloci.

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