Archivio

Archivio Marzo 2014

di politica, di musica e di altre sciocchezze…

2 Marzo 2014 Commenti chiusi

Sole, ma non abituiamoci. Ieri pioggia, talmente tanta e battente da non riuscire ad aprire la finestra per cambiare l’aria. Però ieri anche fazzoletti, soffiate di naso, testa che un po’ gira, gambe molli. Influenza senza febbre, ma con tutto il resto.
Ultimamente una delle domande più ricorrenti (tipo tendenza di twitter) è cosa ne pensi di Renzi. Non penso nulla, a dire la verità. Penso che sia solo un’altra espressione dello stesso potere. Più giovane, più vecchio, battuta più o meno pronta, sguardo più o meno intelligente, stessa sostanza.
Più che all’aspetto esteriore del nuovo premier (perché alla fine questa sta diventando la differenza fra un primo ministro ed un altro) il mio pensiero va al divario tra popolazione e classe dirigente. Ciò che ormai lega un soggetto all’altro è un atteggiamento voyeuristico, non diverso dallo sguardo che si posa su un reality o qualche altro tipo di trasmissione in cui le vicende e gli scazzi dei protagonisti la fanno da padrone. Si osserva e ci si appassiona – chi più chi meno – agli accadimenti, ma senza che si possa realmente influire sugli stessi, televoto a parte.
La politica del palazzo ultimamente mi da’ questa impressione. Una farsa come un altra, un format fra i format. Noto la stessa impotenza attiva negli occhi di chi guarda. Quell’appassionarsi alle vicende dell’uno, a come porta la giacca quell’altro, se ha messo la cravatta o meno…se ce l’ha è più istituzionale, altrimenti vuol dire che vuole avvicinare i giovani alla politica. Poi c’è la tazza di caffè, il mac, la camicia bianca, la foto con il Papa dietro, la moglie….

Ma de che stamo a parlà?

Era sera, quasi notte. Le dita mi facevano male per le due ore di prove, la spalla anche, per la Fender tenuta a tracolla. Avrei bevuto molta birra, mi sarei volentieri fatto una canna, ma la strada da fare in macchina non era poca. Poi qui in Brianza i controlli non mancano e avere a che fare con qualche poliziotto-sceriffo nel cuore della notte, fumato, con una chitarra nel bagagliaio (musicista, quindi artista, quindi tossico… e il bello è che non sono nessuna delle tre cose), non era una prospettiva allettante. Nella mia storia credo di essere in debito con la fortuna, riguardo situazioni simili. L’ho scampata molte volte e proprio per questo ringrazio sentitamente il santo protettore dei fattoni e non gli chiedo altro. Con una semplice media chiara in mano e una sigaretta in bocca, ascoltavo Pat parlare.
I soldi devi andare a prenderli dove ci sono, non è che le alternative siano molte….anzi…non ce ne sono. Lo vai a prendere dal lavoro dipendente? Dalla massa delle partite iva? Pensa ai grandi capitali, alle rendite, a tutta quella serie di intoccabili….ma tanto lì non va a prenderli nessuno. Sono tutti d’accordo”.

Durante il viaggio in macchina verso casa di solito mi ronzano in testa i riff appena suonati.
I soldi devi andare a prenderli dove ci sono”, anche queste parole mi giravano in testa con la ciclicità di un giro di accordi. Semplice ed efficace.

Dovrei virare al politico per chiudere questo post, o quantomeno buttarmi sull’analisi più approfondita, chiamando in causa principi di sociologia, comunicazione politica, psicologia sociale, solo per citarne alcuni. Tutte cose studiate, per carità, ma il tempo passato e la stanchezza da influenza mi fanno più pragmaticamente optare per una analisi per sommi capi, de panza.

Sono timoroso del tracollo. Ho sempre odiato le cassandre e quelli che ti spacciano le loro verità come rivelazioni, però è una cosa che avverto. Mi pare oggettiva. L’imposizione forzata di sperequazioni e ingiustizie, mascherate da altro o – quando proprio non è possibile fare altrimenti – descritte come accadimenti sfortunati di cui nessuno ha colpa, ha bisogno di una buona dose di droga per fare in modo che venga accettata senza contraccolpi. Che comunque si verificano. Basta mettere la testa fuori dall’informazione “mainstream” per osservare un paese in subbuglio che, anche qui, viene scientemente occultato o – quando proprio non è possibile fare altrimenti – criminalizzato nelle sue manifestazioni di opposizione a queste logiche.
Un esempio su tutti il giornale “La Repubblica” che simpatizza sempre con le rivolte dei giovani ovunque nel mondo, ma quando si verificano in casa cambia vestito con l’abilità di un Brachetti per unirsi al coro di condanna agli atti di “terrorismo”.

C’è ancora un po’ di sole. Io quasi quasi mi metto in piedi e provo a fare il giro dell’isolato. Mi prederò buona parte di questa parentesi di sole, che ci stanno centellinando come se avessero paura che ci prendiamo gusto. Porto pazienza e aspetto la prossima

Concludo dicendo che resto sempre stupito dalla molteplicità dei modi di esprimersi. Per questo invito a leggersi questa creazione di Zerocalcare.